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Ecoballe, dichiarato stato di emergenza nazionale

ecoballa recuperata da un peschereccio
Una delle ecoballe recuperata da un peschereccio

Il Consiglio dei ministri ha incaricato il capo della Protezione civile Borrelli di coordinare il recupero delle ecoballe disperse al largo di Cerboli

ROMA — Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte, ha deliberato lo stato di emergenza, per un periodo di sei mesi, in conseguenza della dispersione delle ecoballe disperse nel 2015 dalla motonave Ivy al largo dell'isolotto di Cerboli, nel tratto di mare fra l'Elba, Follonica e Piombino.

Lo si apprende da una nota diffusa riguardante la seduta del Consiglio dei ministri svoltasi ieri sera, mercoledì 22 Luglio.

"Considerata la necessità di adottare misure urgenti per procedere al recupero delle ecoballe e a ridurre il rischio di inquinamento ambientale, - si legge infatti nella nota - viene stanziata la somma di 4 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Il Consiglio dei Ministri ha nominato, quale soggetto attuatore del coordinamento degli interventi, il Capo del Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli".

La notizia era stata anticipata sui social in un post pubblicato questa notte dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa.

"Finalmente, dopo 5 anni dalla dispersione nel golfo di Follonica di 56 ecoballe di rifiuti, - ha scritto il ministro sulla sua pagina Facebook - che trasportate dalla corrente si stanno sfaldando, siamo riusciti a ottenere la dichiarazione dello stato di emergenza, votato in questo momento in Consiglio dei Ministri. Durerà sei mesi. Tutto è avvenuto nel 2015, quando un’imbarcazione ha “liberato” in mare parte del carico di materiali plastici. Nel 2018 sono diventato ministro e la situazione era completamente bloccata. Ho nominato un commissario di governo, l’ammiraglio Aurelio Caligiore, che insieme con la generosità del Corpo delle Capitanerie di Porto, ha portato avanti un lavoro eccezionale, individuando le ecoballe sui fondali, mappandole, e portando agli occhi di tutti la prova dell’estrema pericolosità della situazione.
Se quelle ecoballe dovessero sfaldarsi diffondendo 60 tonnellate di plastica, inquinerebbero aree protette, coste bellissime, un mare ricco di biodiversità. Caligiore ha lavorato in condizioni difficili e ci ha aiutato a capire quanto la situazione fosse grave. Finalmente dopo mesi di interlocuzioni tecniche la Protezione civile ha portato in Consiglio dei ministri la richiesta di stato di emergenza che abbiamo tutti votato stasera.
Questo passaggio potrà rendere più veloce il lavoro di rimozione di queste ecoballe che sarà curato dalla Protezione civile insieme alle strutture tecniche del Ministero dell'Ambiente per la loro specifica competenza. Bisogna fare presto. È una lotta contro il tempo".

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