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La geotermia allarga i suoi confini

Sono 23 i Comuni di Maremma, Amiata e Val d'Orcia soggetti a ricerche geotermiche per nuovi impianti. Interviene Sos Geotermia

GROSSETO — Sono 23 i Comuni di Maremma, Amiata e Val d'Orcia soggetti a ricerche geotermiche per nuovi impianti. Stando ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico sono: Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Castell’Azzara, Castiglione d’Orcia, Cinigiano, Civitella Paganico, Grosseto, Magliano, Manciano, Montalcino, Orbetello, Piancastagnaio, Radicofani, Roccalbegna, San Casciano dei Bagni, San Quirico d’Orcia, Santa Fiora, Scansano, Seggiano, Semproniano e Sorano.

Nel merito entra il comitato Sos Geotermia. 

"Purtroppo, la Regione Toscana, che ha rilasciato tali permessi, non ha tenuto in alcun conto un fatto tecnico essenziale, ma anche di buon senso: - spiega - che le emissioni e gli effetti degli impianti geotermici variano notevolmente da zona a zona, a seconda sia della natura mineralogica del bacino geotermico, che delle tecnologie utilizzate e che, pertanto, non si può mai generalizzare. Inoltre, quando tali impianti industriali si addensano su un territorio, come stanno concentrandosi in questi anni in Maremma ed Amiata, è evidente che vanno a caratterizzare il territorio in senso univoco, mono colturale, allontanando ogni altro possibile sviluppo delle attività, dal turismo all'agricoltura di qualità, come è avvenuto per la Val di Cecina, che per prima ha ospitato le centrali dell'Enel".

"In quale consultazione democratica agli elettori è stata presentata la scelta, oggi evidente, di trasformare l'Amiata e le colline della maremma in un settore industriale mono colturale che esclude, come già avvenuto in Val di Cecina, ogni altra attività e annulla investimenti realizzati in atri settori? Cosa hanno da dire tutti coloro che hanno già investito in Maremma su altri settori?", queste le domande che ad oggi si pone Sos Geotermia.

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