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Quello sporco giro dell'accoglienza migranti

immagine di repertorio

Sgominata una banda che intascava il denaro destinato agli immigrati. Arrestato il capo. Fra i denunciati anche un sacerdote della diocesi di Grosseto

SIENA — La Guardia di finanza ha individuato e smantellato un'organizzazione criminale i cui membri, dopo essersi aggiudicati tramite turbativa alcune gare di appalto bandite dalla prefettura di Siena per la gestione di tre centri per l'accoglienza di immigrati, uno situato a Monticiano e due a Sovicille, erano riusciti a riversare illecitamente sui loro conti correnti personali almeno seicentomila euro dei fondi pubblici percepiti dal 2015 al 2018.

L'imprenditore considerato la mente della banda è stato arrestato mentre altre tre persone sono state denunciate e sottoposte all'obbligo quotidiano di firma. Le accuse a carico del quartetto sono turbativa d'asta, appropriazione indebita e autoriciclaggio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'imprenditore arrestato aveva precedenti penali e non avrebbe potuto partecipare alle gare. Quindi l'individuo aveva costituito una società ad hoc facendo ricoprire le cariche a un prestanome e a un commercialista. Il quarto elemento coinvolto è un sacerdote della diocesi di Grosseto, di origini straniere, che avrebbe incassato quote minime di denaro in cambio della sottoscrizione di una convenzione in cui un ente privato del grossetano si impegnava a fornire servizi di assistenza sociale agli immigrati, come previsto dai bandi di gara.

Nel corso dell'inchiesta la procura ha posto sotto sequestro 317mila euro di beni vari.

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