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Dopo le fiamme quel che resta è solo nero

Nelle immagini del vicesindaco Fabiani il dramma dell'incendio che va avanti da giovedì. Strade annerite e paesaggi distrutti

POMARANCE — I vigili del fuoco, gli elicotteri e le squadre dell'antincendio boschivo della Regione, i Canadair, la forestale, la Protezione civile, i volontari della Pubblica assistenza e di altre associazioni.
Tutti insieme, uniti, ininterrottamente per combattere il fronte di fuoco, per limitare i danni che hanno anche distrutto due torri di raffreddamento della centrale Enel Cornia 2. 

Poi ci sono 150 ettari di terreno che sono anneriti. Niente più verde, piante vegetazione. Solo scheletri di alberi, dopo il passaggio di fuoco.

Il vicesindaco di Pomarance Nicola Fabiani ha scattato 20 fotografie (si possono vedere in fondo all'articolo in fotogallery) dell'area che brucia da giovedì 3 agosto (e che oggi ha ripreso con dei focolai su cui sta intervendo un elicottero della Regione). 

Una sintesi efficace e dolorosa quella fotografica di Fabiani. Il secondo incendio di vaste dimensioni in questa rovente estate 2017 in Valdicecina dopo quello di Mazzolla in cui andarono in fumo 600 ettari. Entrambi gli eventi rimarranno scolpiti nella memoria degli abitanti.

Gli inquirenti continuano a indagare alla ricerca delle mani incendiarie. Ieri le fiamme hanno ripreso forza in quattro punti distinti, contemporaneamente.

René Pierotti
© Riproduzione riservata

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